Verso le sei di sera, in tutta Italia, succede la stessa cosa: qualcuno dice «Andiamo a farci un aperitivo?».
1L'aperitivo è il momento tra il lavoro e la cena. Ci si siede al bar, si ordina qualcosa da bere — uno spritz, un bicchiere di vino, un succo — e arrivano sul tavolo delle olive, delle patatine e dei piccoli stuzzichini. Ma la cosa più importante non è il cibo: è stare insieme e chiacchierare.
2Questa abitudine è nata a Torino alla fine del Settecento, quando Antonio Benedetto Carpano ha inventato il vermouth, un vino aromatizzato con delle erbe. Poi, nell'Ottocento, sono arrivati il Campari a Milano e, più tardi, l'Aperol a Padova. Così è nato lo spritz, oggi l'aperitivo più famoso del mondo.
3Oggi ogni città ha il suo stile. A Milano l'aperitivo è spesso ricco: con il drink ti offrono un buffet, e per molti giovani diventa quasi una cena. A Venezia invece si beve un'«ombra» di vino con dei «cicchetti», piccoli assaggi. Ma il senso resta sempre lo stesso.
4Perché piace così tanto? Forse perché non costa molto e non ha regole. Bastano degli amici, un tavolino e mezz'ora di tempo. L'aperitivo non riempie lo stomaco: riempie la giornata.
L'aperitivo non riempie lo stomaco: riempie la giornata.