A Palermo, tra le bancarelle di Ballarò, i venditori non parlano: cantano. E il mercato diventa uno spettacolo.
1Sabato scorso sono andato a Palermo e ho visitato Ballarò, il mercato più antico della città. È nato più di mille anni fa, quando gli Arabi governavano la Sicilia. Appena sono arrivato, ho capito subito una cosa: qui il mercato non è silenzioso.
2I venditori gridano, ma in un modo speciale. Cantano i prezzi e i nomi della frutta con una voce forte e musicale. Questo canto si chiama «abbanniata». Ho comprato le arance, i pomodori e un po' di pane caldo, e ogni volta il venditore mi ha risposto con una piccola frase cantata.
3Poi ho mangiato per strada, come fanno tutti. Ho provato il «pane e panelle», una specialità povera fatta con la farina di ceci. Costava poco, ma era buonissimo. Intorno a me c'erano i colori della verdura, l'odore del pesce e le voci che non si fermavano mai.
4Quando sono tornato a casa, ho pensato che Ballarò non è solo un posto dove si fa la spesa. È un teatro all'aperto, dove ogni giorno va in scena la vera anima di Palermo.
Ballarò non è solo un posto dove si fa la spesa: è un teatro all'aperto.