Domani Marta avrà il suo primo colloquio di lavoro e questa sera non riesce proprio a stare ferma. Cammina avanti e indietro per la stanza e ripete a voce alta le frasi che ha preparato. "Se mi assumeranno, sarà il giorno più bello dell'anno", pensa, mentre stira per la terza volta la stessa camicia.
L'azienda si chiama Verdesole e cerca una persona per il reparto marketing. Marta ha studiato lingue all'università e sa che potrebbe essere il posto giusto per lei. "Manderò il mio curriculum, farò una buona impressione e magari mi offriranno un contratto a tempo indeterminato", si dice. Però una vocina dentro di lei continua a sussurrare: "E se non fossi all'altezza? E se mi facessero una domanda difficile?".
Il mattino dopo, Marta arriva in anticipo. La direttrice, la signora Bianchi, la accoglie con un sorriso e le chiede: "Mi parli di Lei. Perché vorrebbe lavorare da noi?". Marta respira a fondo e risponde con calma: "Lavorerei volentieri nella vostra azienda perché credo nei vostri progetti. Se mi deste questa opportunità, imparerei moltissimo e darei il massimo ogni giorno".
La signora Bianchi annuisce, soddisfatta. "Lo stipendio iniziale non sarà altissimo", spiega, "ma se dimostrerà impegno, fra un anno potremmo aumentarlo e affidarle progetti più importanti". Poi aggiunge una domanda a sorpresa: "Come reagirebbe se un cliente fosse arrabbiato?". Marta sorride: "Lo ascolterei con pazienza e cercherei subito una soluzione".
Quando esce dall'ufficio, Marta sente il cuore leggero. Non sa ancora se otterrà il lavoro, ma sa di aver dato il meglio di sé. "Qualunque cosa succeda", pensa, "questo colloquio mi ha insegnato che, con un po' di coraggio, riuscirò ad affrontare qualsiasi sfida". Tre giorni più tardi, il telefono squilla: è la signora Bianchi.