Domande sull'italiano

Come presentarsi in italiano: le frasi che servono

Nome, provenienza, lavoro ed età, con la differenza fra la versione informale e quella che useresti con uno sconosciuto.

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La formula base è *Ciao, mi chiamo Marco, sono polacco e vivo a Varsavia*. In una situazione formale si cambia il saluto e il verbo: *Buongiorno, sono Marco Nowak, piacere di conoscerLa*.

Le quattro informazioni, e come si dicono

Il nome: mi chiamo Marco è la forma normale; sono Marco è più diretta e va benissimo. Il mio nome è Marco è corretto ma suona tradotto — gli italiani non lo dicono quasi mai.

La provenienza: sono polacco / sono polacca (nazionalità, si accorda col genere) oppure vengo dalla Polonia. Per la città: sono di Varsavia se ci sei nato, vivo a Varsavia se ci abiti adesso.

Il lavoro: sono insegnante, faccio l'ingegnere, lavoro in una banca. Nota che davanti al mestiere con essere l'articolo non c'è, con fare invece sì.

L'età: *ho 30 anni, mai sono 30 anni*. In italiano l'età si possiede.

Informale o formale: che cosa cambia davvero

Informale: Ciao! Come ti chiami? Io sono Marco. Piacere! Il ciao vale sia per l'arrivo che per il congedo.

Formale: Buongiorno. Sono Marco Nowak. Come si chiama? Piacere di conoscerLa. Cambiano tre cose: il saluto (buongiorno fino al pomeriggio, buonasera dopo), il verbo alla terza persona, e ciao sparisce del tutto.

Piacere da solo funziona in entrambi i registri ed è la risposta più naturale quando qualcuno si presenta a te.

Le tre cose che tradiscono uno straniero

Dire sono 30 anni invece di ho 30 anni: è l'errore più frequente in assoluto fra i principianti.

Dimenticare l'accordo di genere: una donna dice sono polacca*, sono stanca*. Il maschile usato da una donna si nota immediatamente.

Usare buonanotte per salutare qualcuno che incontri la sera: buonanotte si dice solo andando via, quando ci si separa per la notte. Arrivando si dice buonasera.

Domande correlate

Si dice mi chiamo o il mio nome è?

*Mi chiamo*. *Il mio nome è* è grammaticalmente corretto ma gli italiani non lo usano quasi mai: suona come una traduzione letterale.

Come si risponde a piacere?

*Piacere mio*, oppure semplicemente *piacere*. Entrambe vanno bene sia in contesti formali sia informali.

Aggiornato il 2026-07-29