Domande sull'italiano

Quando si usa il congiuntivo in italiano?

I casi in cui è obbligatorio, quelli in cui è facoltativo, e il criterio unico che li tiene insieme tutti.

Tutte le domande

Il congiuntivo si usa quando la frase non presenta un fatto ma un'opinione, un desiderio, un dubbio o una possibilità — tipicamente dopo *che*, retto da verbi come *penso*, *credo*, *spero*, *voglio*, *sembra*. Se il verbo principale afferma un fatto (*so*, *è certo*, *ho visto*), si resta all'indicativo.

Il criterio unico

Non serve una lista: serve una domanda. Chi parla sta dichiarando che una cosa è, o sta dicendo come la vede? «So che Marco è partito» dichiara un fatto. «Penso che Marco sia partito» dichiara un'opinione su un fatto.

Tutte le regole che hai letto discendono da qui. Cambia il verbo che regge, non cambia il criterio.

Quando è obbligatorio

Dopo verbi di opinione e di percezione soggettiva: penso che, credo che, mi sembra che, ho l'impressione che.

Dopo verbi di volontà, desiderio, timore: voglio che, spero che, ho paura che, preferisco che. Nota che con volere l'italiano non ammette l'infinito su un soggetto diverso: si dice voglio che tu venga, mai voglio te venire.

Dopo espressioni impersonali: è possibile che, bisogna che, è meglio che, può darsi che.

Dopo alcune congiunzioni, sempre: benché, sebbene, affinché, prima che, a meno che, purché.

Quando NON si usa, anche se sembra

Dopo so che, è vero che, è certo che, siccome: sono affermazioni di fatto, e prendono l'indicativo. Chi ha appena imparato il congiuntivo tende a metterlo ovunque — è l'errore da eccesso di zelo, e si sente.

Quando il soggetto è lo stesso, si usa l'infinito e il problema non si pone: penso di partire, non penso che io parta.

Nel parlato quotidiano, dopo penso che e credo che, molti italiani usano l'indicativo. È diffuso e viene compreso senza attriti, ma resta fuori dallo standard: in un esame, in una mail di lavoro o in un testo scritto, mettilo.

Domande correlate

Gli italiani usano ancora il congiuntivo?

Sì, e in modo sistematico dopo le congiunzioni (*benché*, *prima che*) e i verbi di volontà. L'oscillazione riguarda quasi solo *penso che* e *credo che* nel parlato informale.

Qual è la differenza tra penso che sia e penso che è?

*Penso che sia* è la forma standard e sempre corretta. *Penso che è* si sente nel parlato ma è considerata scorretta nello scritto e in contesti formali.

Aggiornato il 2026-07-29